Le novità 2020 di Google Photo

E’ da qualche mese che ho notato parecchi cambiamenti in Google Photo, alcune sono ben visibili altre meno, vediamole.

Le differenze software e di interfaccia

L’interfaccia desktop bene o male rimane sempre la stessa, infatti le differenze sono davvero poche se non nel motore del server che immagino valga per l’app mobile e anche per l’app web. Le differenze tra il servizio di qualche mese fa e questo sono evidenti.

Ho tre account Google Photo sul mio cellulare, ed ogni applicazione ha una interfaccia diversa e servizi diversi.

  • il primo account, quello “ufficiale” e più vecchio ha più di un milione di foto al suo interno e parto dicendo subito che ad un certo punto ha perso la facoltà di riconoscere le persone. Dal 2018 ha semplicemente smesso. L’assistenza mi ha consigliato (via forum) di disattivare il riconoscimento dei volti e di riattivarlo, risultato: non ho più nessun volto riconosciuto ora. Di questo account ricordo con “commozione” la qualità del riconoscimento dei volti, l’algoritmo era spettacolare: non sbagliava un colpo… fino al giorno che ha smesso di farlo. Credo che la cosa dipenda dal gran numero di foto che ho: troppe. In questo account non ho più la scheda che elenca gli album, posso cercarli solo per nome con lo strumento cerca ma non vederli elencati tutti in ordine cronologico. La scheda dei volti è vuota tranne i tre che ho forzato io sperando che il processo di riconoscimento ripartisse. Poi abbiamo la scheda dei luoghi, la scheda delle cose (autotag) e basta.
Classica interfaccia prima maniera di Google foto.
  • il secondo account è stato aperto per inserire le foto di sport, il 90% sono partite del Cesena Calcio. i servizi funzionano molto bene, soprattutto il riconoscimento facciale che è molto preciso ( ci sono alcuni errori ma le persone sono tantissime e le espressioni variano molto perché si tratta di calciatori nell’atto di sforzi fisici). Difficile far accettare al server nuovi volti ( nuovi giocatori per esempio) ma per quelli già inseriti nessun problema, li riconosce anche nelle foto vecchie quando erano molto giovani. I nuovi volti inseriti manualmente ( da almeno un anno è possibile farlo) non vengono poi riconosciuti automaticamente in tutto il catalogo.
    Anche qui niente scheda degli album ( con cui ho messo ogni singola partita), quindi devo cercarli con l’opzione lente (find)
    Abbiamo però una gestione dei luoghi piuttosto interessante: una mappa con indicato ( tramite scala di colori) quali sono le zone dove abbiamo scattato più fotografie, molto molto bella questa funzione. (nelle foto qui sotto il dettaglio).
La nuova mappa con la scala di colore che rappresenta le foto che abbiamo scattato.
Dettaglio della mappa con i colori di dove si concentrano i nostri scatti.
  • Il terzo account è un account con l’archivio giornalistico, questo è quello più classico di tutti, cioè che è rimasto fedele a grafica e funzioni al primo account Google Photo che ho aperto: abbiamo l’elenco degli album che ho creato, niente mappa visuale ma solo un elenco di luoghi, abbiamo le autotag delle cose e un riconoscimento facciale molto performante e reattivo. Il resto è come i primi account originali Google.

Recentemente ho aperto un account sperimentale per cercare di risolvere il problema del mancato riconoscimento facciale nel mio account primario, un account aperto dall’Italia, gli altri li avevo aperti tramite VPN localizzata negli USA (perché il riconoscimento facciale in Italia era vietato). Ecco devo dire che è molto peggio: pochi volti riconosciuti e anche male, pieno di errori. Probabilmente dipende dai server italiani. Quindi direi che l’esperimento non ha portato a nulla.

Conclusioni: il servizio Google Foto si sta piano piano evolvendo, sia graficamente sia concettualmente: l’ultima novità l’ho notata recentemente. Sappiamo, come detto, che il server riconosce gli oggetti e li tagga in automatico. Da qualche mese ho notato che il server legge anche i testi nelle foto. Quindi cercando un testo lo si può trovare, sia esso compreso in una foto, in un cartello, in uno striscione, sia esso compreso in uno screenshot. Comodo, pratico e utile.

Cerchi un testo specifico? Nessun problema Google lo trova nelle tue foto.